CRISTINA COSTARELLI ANP

Cristina Costarelli
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09 giu 2022 - 15:42
Esami di maturità, al momento del colloquio la mascherina verrà tolta
Nata a Roma il 20 luglio del 1971, posso affermare che la mia è una vita nella scuola e per la scuola: entrata direttamente in ruolo nel 1991, tramite pubblico concorso, sono Dirigente Scolastico dal 2014, con 5 anni di esperienza nell’IC Levi Montalcini di Roma (di cui uno in reggenza) ed ora al terzo anno di incarico presso il liceo scientifico Newton di Roma: l’esperienza maturata copre la massima ampiezza del percorso scolastico, dall’infanzia alle superiori, sempre in servizio nella scuola dal 1991. Come dirigente del liceo Newton ho avviato, al secondo anno di incarico, la realizzazione del modello DADA (Didattica per Ambienti Di Apprendimento), aprendo un percorso di forte innovazione.
Dal febbraio 2018 svolgo l’incarico di vicepresidente della sezione ANP Roma; all’interno delle sezioni di Roma e del Lazio gestisco il Comitato di formazione, mi occupo della relazioni sindacali nel tavolo di contrattazione con l’USR Lazio, seguo i rapporti con gli enti locali: Comune, Città Metropolitana di Roma Capitale e Regione Lazio. Con il team di ANP Roma e Lazio ho guidato l’organizzazione di importanti convegni, stabilendo e curando contatti con Università, associazioni culturali, intellettuali e giornalisti: uno dei più significativi è stato, nel 2019 il convegno “Innovare l’insegnamento, superare le barriere”, in collaborazione con il Centro Erickson e l’Ambasciata di Finlandia. Quotidianamente svolgo attività di consulenza ai soci.
Dal 2018 sono impegnata in attività di formazione per Dirscuola, Anp Roma e Lazio, Eni Scuola (percorso di formazione sulla Didattica per Competenze, per la scuola secondaria e per la primaria).
A ciò si aggiunge la pubblicazione di articoli in riviste del settore scolastico e numerose azioni comunicative attraverso organi di informazione quali testate giornalistiche e canali radio e televisivi nazionali.
Come formazione personale, oltre ad aver conseguito la laurea in filosofia, sono diplomata in pianoforte al Conservatorio di Santa Cecilia, con la ripresa dell’attività esecutiva proprio nell’ultimo anno.

Docenti stressati: tra Covid, burocrazia e genitori non c’è tregua.
I consigli di Costarelli (Anp Lazio)

08-05-2022
 
“I docenti si sentono carichi di stress e di incombenze lavorative? Hanno ragione a manifestare tutto il peso di una situazione che da anni si sta caricando su di loro e con il Covid-19 è peggiorata: sarebbe bene introdurre un alleggerimento burocratico, lasciando loro solo le richieste che sono effettivamente utili per la professione, come la progettazione disciplinare”. Lo dice alla Tecnica della Scuola Cristina Costarelli, presidente Anp Lazio, parlando di burnout tra gli insegnanti e dell’aumento dei carichi di lavoro nella categoria rispetto ad alcuni anni fa. Con il sopraggiungere del Covid-19, poi, lo stress ha assunto in un’alta percentuale di insegnanti livelli mai toccati in passato. Ecco qualche esempio: lo svolgimento della DaD, assieme alla didattica ordinaria; il peso dei registri elettronici non sempre di facile gestione; il rapporto complicato con molti genitori.
Ci sono tanti insegnanti attorno ai 60 anni di età che desiderano lasciare il lavoro per andare in pensione: da cosa dipende?
“I docenti – risponde la preside romana – oggi devono gestire situazioni educative formative sempre più complesse: devono essere anche un po’ psicologi e devono rispondere a genitori che hanno un approccio verso la scuola spesso più aggressivo di quanto era in passato. Ciò produce un affaticamento ed è un peccato, perché questo rischia di spegnere quella motivazione che invece in molti docenti è forte”.
Qual è il rischio a cui vanno incontro maestri e professori?
“Che perdano quelle energie educative che invece dovrebbero arrivare ai nostri alunni e studenti attraverso la didattica”.
Quali consigli possiamo dare perché ciò non avvenga?
“Bisogna restare lucidi, cioè comprendere sempre quali sono le priorità e mettere in un secondo piano tutto ciò che è di ‘contorno’”.
Quindi significa che non sempre chi insegna arriva lucido e con l’energia adeguate in aula?
“Esattamente, perché le energie del docente vengono disperse e richiamate da altre esigenze. Così chi insegna può arrivare in classe scarico e un po’ spento nella motivazione. Eppure, la maggior parte dei docenti ce la mette tutta: lo posso dire per esperienza diretta. E dopo gli ultimi tre anni davvero impegnativi”, purtroppo “è aumentato il rischio di perdere l’entusiasmo e il divertimento dello stare a scuola. E questo dobbiamo assolutamente evitarlo”.
Quali consigli possiamo dare perché ciò non avvenga?
“Bisogna restare lucidi, cioè comprendere sempre quali sono le priorità e mettere in un secondo piano tutto ciò che è di ‘contorno’. Quindi non perdere mai il punto di vista per cui bisogna arrivare agli alunni, perché questo è lo scopo della formazione e dell’educazione. Non sentirsi ‘affogati’ dagli impegni, ma seguire le giuste priorità”.
Anche i dirigenti devono fare un passo indietro nelle richieste?
 “Volentieri, perché per noi i docenti che vanno da soli sono una grande ricchezza per la scuola tutto e per i dirigenti scolastici in primis”.
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CRISTINA COSTARELLI
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